A-Normal Girl. Milano, colmo centro, e tenebre fonda, ho gli occhi stanchi e smetto di imparare.

Mi alzo, apro il cella frigorifera, un assaggio d’acqua gelida per ripristinare la mia stretto, quieto da ore. Complesso d’un soffio, poggio il bicchiere scarico sul tavolo. Ritardo un baleno, questo settembre e acceso, troppo, mi aspetto e residuo canto la persiana chiusa. Rompo il calma con il stridio della chiusura in quanto spalanco sul balcone, ed esce un sottile fascio di bagliore arancione verso illuminarlo. Mi affaccio stanca pero fila per distendersi l’aria nuova. I gomiti poggiati sulla passamano fresca. Ferma, muovo le pupille a destra e indi verso mancina, non c’e nessuno, non c’e leggerezza.